ATMOSFERA

di Woodpecker

Sono stati in molti a leggere e ricevere gli appelli che chiamavano a raccolta dall’Europa e da tutto il mondo, anticapitalisti, autonomi, popoli in rivolta e curiosi. Erano presenti anche le strutture politiche di movimento e i partiti organizzati della sinistra estrema o radicale, i sindacati e le associazioni di ogni tipo.

Alla base c’era il rifiuto di un summit dei venti Stati più potenti al mondo in una città emblema del capitalismo logistico; c’era la volontà di sfasciare il G20; c’era la volontà chiara di fronteggiare il dispositivo poliziesco più potente che lo stato tedesco potesse mettere in campo; c’era la volontà di alzare il livello del conflitto giorno dopo giorno.

Possiamo tranquillamente mettere la spunta a tutti questi obiettivi.

 

Martedì l’aria che si respira è piacevole: accoglienza, ospitalità, solidarietà. Ad ogni angolo dei quartieri solidali c’è musica, da bere, persone da incontrare. Il cornering a due passi dalla zona rossa la fa impallidire, la polizia non si avvicina, i negozi espongono cartelli che non si prestano ad interpretazioni. Inserite nelle vetrine ci sono composizioni colorate che invitano a contestare il G20. Il trait d’union è un secco Nein! C’è chi si spinge oltre, con scritte come ACABSMASH G20 o con caricature dei presidenti. I meno temerari semplicemente hanno affisso un manifesto che dice “No G20-Risparmia il nostro negozio!” Tutti gli altri negozi e catene di supermercati stanno cominciando a tamponare le vetrine con pannelli di legno o strutture in ferro. Tutto può ancora accadere!

Girando per le strade gli sguardi di complicità ed i saluti solidali cominciano a diventare normali. Tutti quelli che si trovano in giro in questi giorni conoscono gli obiettivi e vogliono portarli a termine. La mutazione comincia a prendere forma. Vestiti di nero per mimetizzarti, scomparire ed essere più di impatto. Passa in un’infoshop e prendi le informazioni sul supporto legale, e una mappa.

Mercoledì sfila la Street Parade per le strade della città, colori, musica a palla e svago. Rito per tranquillizzare gli spiriti, per cominciare a contarci e riempire le strade al posto della polizei. Ci si ferma per un po’ nello snodo che collega i quartieri St. Pauli e Pferdemarkt, vicino al Centro Sociale Rote Flora; quartieri amici dove torneremo ogni sera!

Giovedì è il primo giorno di azione, la manifestazione inzia alle 19. Dalle 16 le persone confluiscono al mercato del pesce lungo gli argini dell’Elbe. La polizia presidia tutta la zona. Mentre il blocco nero si prepara per sfilare la polizia sbarra la strada. Sarà una tonnara. La testa del corteo viene disintegrata e violentemente repressa. Una volta dispersi tutti convergono a St. Pauli e Pferdemarkt. C’è rabbia e voglia di vendetta. L’inferno comincia a prendere forma: benvenuti!

Dalle 7 del mattino la città è bloccata, non è chiaro quante cose stiano accadendo contemporaneamente oltre quelle rese pubbliche in precedenza. Gli elicotteri si muovono in continuazione, sono sei o sette. La giornata è scandita da appuntamenti con piccole pause, la partecipazione è tanta, la motivazione non sempre al massimo, ma la rivolta sta prendendo forma. Col passare delle ore tutte le persone si ritrovano per scelta o per volere dei cordoni di polizia costrette nello snodo tra i due quartieri amici. In migliaia cominciano a difendersi dalle continue aggressioni dei plotoni di polizia e degli idranti. Vengono erette barricate poi date alle fiamme, il tempo passa e nessuno fa un passo indietro.

La polizia ha perso il controllo di una parte della città, non le resta che interrompere l’invio di nuove forze per evitare l’escalation.

A quel punto il riot diventa anche esproprio, festa, dove tutti partecipano più o meno attivamente. Il primo supermercato viene svuotato. E poi ne seguono altri. Tutte catene tedesche della grande distribuzione. Tutto questo per ricaricarsi, trovare materiale e continuare la resistenza. Il tempo è rallentato, i dispositivi non rispondono, le persone si organizzano. Ad un certo punto la situazione si trasforma. Invece di distruggere le bottiglie di alcolici, le persone cominciano a bere. I gruppi organizzati mano a mano si ritirano. Una volta lasciato il campo di battaglia, la situazione degenera e finisce in mano ad ubriachi e addirittura fascisti. Il distretto ormai non oppone alcuna resistenza e la polizia riesce a riprendere in mano il quartiere.

Il giorno seguente l’escalation della polizia ed i pesanti scontri della notte precedente non preoccupano i 76.000 partecipanti alla manifestazione finale NoG20. La polizia prova ad attaccare il blocco dei curdi per tentare di prendere la grande bandiera del YPG (che è illegale in Germania), ma senza successo.

Queste giornate dimostrano che è possibile vincere una battaglia!