Aurora dice…

Pubblichiamo la prefazione al volume Aurora dice: distruggi il fascismo. Frammenti sull’antifascismo del XXI secolo (edizioni il Galeone, 2019). Il libro sarà presentato durante il III° Antifa Fest che, dopo Roma e Bergamo, questa volta si svolgerà a Genova il 26/27 ottobre presso il LSOA Buridda. Il volume infatti raccoglie molto del lavoro di elaborazione e inchiesta condotto dai collettivi antifascisti delle diverse città che animano il festival.

Marciavamo con l’anima in spalla…

Aurora dice: Distruggi il fascismo!

All’alba degli anni Venti del terzo millennio nuvole minacciose aleggiano sul mondo.

La fame, le incertezze, la paura circolano per le strade e avvelenano l’aria. Le relazioni umane si muovono sul filo del sospetto, del rancore, della frustrazione che genera paranoia.

Si moltiplicano le linee di filo spinato e la solidarietà è chiamata crimine. Si muore di lavoro e di abbandono, ma non è consentito ribellarsi. Si affronta l’inverno senza un riparo, ma si è cacciati da sotto ogni tetto. Il nuovo credo snocciola un rosario che invoca Sicurezza, Decoro, Ordine, Obbedienza.

Bandire l’alterità, respingere il povero, odiare il nero, eliminare il ribelle: questi gli ordini impartiti dalla catena di comando. Fucili mitragliatori pattugliano le strade e occhi cybernetici scrutano l’intimità delle case. C’è un Potere che osserva, ascolta e punisce.

Alcuni vedono, nel chiaroscuro di questo teatro, agitarsi i fantasmi di Weimar e le menzogne di San Sepolcro ed è vero che l’orrore di ieri continua a recitare le sue tristi verità nel presente.

Ma quel mondo è morto da un pezzo ed anche questo arranca negli spasmi della sua malattia terminale. Le camice nere non camminano più con passo marziale ma ancora usano il ferro e i coltelli, alla colonna di fuoco hanno preferito la piramide di banconote e non sono più l’eccezione alla regola ma si sono fatti regola stessa, sentire comune, movimento e partito, idea e azienda. Il mondo crolla e il nuovo fascismo schiera i suo seguaci come templari a difesa di un castello ormai in rovina.

L’angoscia di un domani senza sole ha lasciato lo squadrismo a difendere il buio e l’idea della ribellione è stata incatenata nella parodia dello sbirro senza distintivo.

Ma se questa pulsione di morte ha alzato i suoi vessilli in sempre più luoghi, se la democrazia ha mostrato il suo volto di scudo del potere economico e ha smesso di promettere benessere, non è ancora tutto perduto.

Scampoli di vita e resistenza continuano ad aggirarsi tra le metropoli del tardocapitalismo.

Bande di insubordinati, comunità di fuggiaschi, ciurme di schiumatori e covi di sovversivi resistono e non accennano a smobilitare la loro battaglia. Tra queste fiammelle di rivolta è nata Aurora, giovane e agitata figlia della catastrofe e nemica della notte d’Occidente.

Aurora è ancora una luce piccola ma cresce ogni giorno di più.

Aurora ride, trama e sabota.

Aurora non sa stare ferma, viaggia e semina tempesta.

Aurora è ovunque anche se non si riesce a vedere.

Aurora scrive sui muri, lascia messaggi in giro, sussurra da dietro gli angoli e suggerisce di unirsi alla resistenza sotterranea.

Aurora necessita del supporto di ognuno per poter vincere.

Aurora dice: tessi la trama, prepara l’attacco!

Aurora dice: distruggi il fascismo!