Con XM24, contro il nulla che avanza!

Qui e ora: Xm 24 è stato un crocevia di tante persone, esperienze, situazioni a Bologna. Ci puoi raccontare brevemente la sua storia e dirci cosa è oggi questo spazio e da quali anime è abitato?

XM24:  XM24 è uno spazio pubblico autogestito che da più di 17 anni è luogo di socialità e sperimentazione politica, artistica e culturale in Bolognina.

Uno spazio che quotidianamente è attraversato e vissuto da centinaia di persone per i suoi valori politici, laboratori, sportelli gratuiti, ed è in definitiva un mega-laboratorio politico e culturale.

Uno spazio che rappresenta la difesa della possibilità di un vivere “altro”, dove si vive e si decide in orizzontalità, dove non sono le leggi del profitto a far da padrone, dove non ci sono gerarchie, ma persone che collaborano e si autogestiscono. Fricchettone, post-operaisti, punx, migranti, reduci di Genova, poetesse, antirazzisti, autonome, postautonomi, femministe, tecnomani critici, libertarie e liberanti vari….

Qui e Ora: Il 29 giugno a Bologna ci sarà una grande manifestazione per difendere lo spazio Xm 24. Qualche tempo fa un esponente locale dal Pd ha definito Xm 24 “incompatibile”. Con cosa sarebbe “incompatibile”? Perché dovreste lasciare i locali del vecchio mercato ortofrutticolo?

XM24: Incompatibile con la deriva leghista che il PD ha anticipato. Incompatibile col modello finto partecipativo di cui si fregia l’amministrazione di questa città, perché oppone alla pantomima della progettazione partecipata un’autogestione reale e dal basso. Incompatibile con lo strisciante processo di gentrificazione di un quartiere storicamente operaio come la Bolognina, ora abitato da culture, etnie e comunità differenti, di cui si vorrebbe fare vetrina per una città sempre più “smart” a misura di ampio portafoglio. Dopo mirabolanti proclami (dal “ci faremo una caserma” a una fantomatica casa della cultura) dovremmo andarcene per l’unico progetto votato al successo in mezzo ad altri fallimenti speculativo-immobiliari: un cohousing per dieci nuclei familiari, sbandierato come elemento risolutivo all’annoso problema degli alloggi in città. Tutto il rispetto per l’esperienza cohousing ovviamente, che non contestiamo in sé stessa ma per l’uso strumentale che l’amministrazione ne fa. Se riuscisse vivrebbe in mezzo a un deserto di cantieri infiniti. Se non partirà mai, o partisse abortito, avranno distrutto XM24 lasciando il nulla; se ne vergogneranno perfino loro. 

Qui e Ora: Si ha l’impressione che Xm 24 rappresenti un baluardo di resistenza contro la gentrificazione integrale del vecchio e popolare quartiere della Bolognina, e che sia proprio questo a urtare l’amministrazione. Cosa ha rappresentato e cosa rappresenta oggi Xm 24 per il quartiere Bolognina e per la città di Bologna?

XM24: Un pezzo di memoria caotica ma autentica dell’apertura alla diversità che gli anni 90 ed il 2002 poi, con la nascita di XM24, seppero portare nel concetto di “spazio pubblico” – oltre il “centro sociale”. Un attrattore di musica, arte, conoscenze, migrazioni, economie critiche e pensieri di liberazione. Laboratori più o meno costanti, popolari, aperti; nessuno sfruttamento ma lavoro volontario collettivo; modalità strane per eventi innovativi; la tenuta del senso di una assemblea orizzontale, mentre intorno il vivere politico non esiste letteralmente più. Un argine in continuo movimento e ridefinizione, ma stabile in un quartiere che – come detto -sta subendo uno snaturamento pesante, in una spirale verso il disastro che ben conosciamo…

Qui e Ora: Negli ultimi anni Bologna ha vissuto diversi sgomberi e ha visto soffocare sul nascere diversi tentativi di restituire all’uso comune spazi abbandonati della città.

Cosa muove per te/voi questa politica degli sgomberi?

XM24: La paura fottuta della vera forza alternativa dell’autogestione e della critica agita nel presente. Una politica di sussunzione (o il suo tentativo sbilenco) delle forme di autogestione reali, “rimessa a disposizione” della collettività di spazi ridicoli, una modalità imbarazzante di “uso indiretto della ruspa” (“se non parli con noi, di là c’è il baratro”).  

Qui e Ora: Le zone temporaneamente autonome sono destinate a camminare sospese su un filo tra due minacce: quella dello sgombero e quella non meno pericolosa dell’assorbimento. Come evitare di cadere nella trappola dell’assorbimento?

XM24: Diventando PAZ: Zone Permanentemente Autonome. Cosa significhi questo è proprio il progetto da rilanciare ora, nella crisi definitiva di liberaldemocrazie, capitalismo di sorveglianza ed incapacità totale di amministrazioni locali di liberarsi dal giogo di uno sviluppo finto, fatto di cemento, raccontini di progresso e cambiamento imposto dall’alto.

Qui e Ora: Può uno spazio come XM aiutare le persone a costruire forme-di-vita il più possibile sottratte alla megamacchina?

XM24: Assolutamente. L’assenza di delega significa riduzione a zero dello spazio fra parole ed atti, fine della finzione rappresentativa. L’autogestione è comprensione delle cose che si fanno; e farle. L’assemblearismo, con tutti i suoi limiti, è politico, diretto, intelligente. La proprietà non serve davvero a nulla: serve comprendere, criticandovi se stessi, l’uso delle cose e minimizzare gli impatti, in un sistema già allo sfascio. La cura collettiva è una società priva di autorità, ma capace di contropotere.

Potete trovare più informazioni e costanti aggiornamenti sul sito http://www.ecn.org/xm24/

CI VEDIAMO IL 29 GIUGNO IN PIAZZA A BOLOGNA, CONTRO IL NULLA CHE AVANZA! 

Foto di Michele Lapini