Partigiani d’Atene

L’articolo che segue è una breve presentazione del documentario “Partigiani d’ Atene”, realizzato da due compagni greci per raccontare alcune storie inedite dell’occupazione nazi-fascista di Atene negli anni ’40. Un documentario per la difesa e per la costruzione di una Memoria collettiva…che parla del passato ma anche del presente.

I “Partigiani di Atene” verrà proiettato e presentato dagli autori durante L’Antifa Roma (F)Est del 13 e 14 Ottobre al Forte Prenestino.

 

Partigiani d’ Atene” [‘72 min. Documentario di X.Vardaros e I.Xydas]

Appunti sulla Resistenza e la Storia, la Città e la Memoria.

Notte decisa.

Quartieri in cinta con la pancia

pesante dalla fame, dal dolore

e dal santo odio.

Iannis Ritsos.

I

Uno dei più comuni tra i luoghi comuni dice: la Storia la scrivono i vincitori. Nonostante la sua banalità questa frase tanto ammaliante, porta con sè una verità che scorrendo nella storia (quella bandita e proibita, quella scritta in minuscolo…) segna ogni luogo ed ogni tempo. Il documentario “Partigiani d’ Atene” fa parte degli strumenti socio-culturali, e quindi politici, della battaglia che da sempre si combatte per la difesa e per la costruzione della Memoria collettiva, quella degli invincibili vinti.

Un autoproduzione preziosa, creata senza fonti né fondi istituzionali, fuori dai circuiti partitici e mass-mediatici. Questo documentario nasce dall’esigenza di raccontare la storia dei “Partigiani d’Atene” proprio oggi, in un tempo in cui i revisionismi di ogni sorta (di destra ma anche di “sinistra”) tornano a galla, in tempi oscuri, dove il capitalismo più becero, il razzismo istituzionale e sociale, il fascismo nudo e crudo avanza. Avanza, seduto nei parlamenti e nei ministeri dell’Europa postmoderna, sia nella sua versione egemone e benestante del Nord, che in quella del Sud periferico e debitore. Avanza, in una Unione Europea, dove i teoremi antistorici degli “opposti estremismi” diventano ideologia, mettendo sullo stesso piano la “condanna democratica” del nazismo e del comunismo.

Nasce dall’esigenza di raccontare una storia alla Grecia dei memorandum della crisi e della perenne emergenza, in cui, come dicono i più vecchi, negli ultimi anni,“i tedeschi son tornati, questa volta non con i carri armati ma con i “programmi di ristrutturazione” per il salvataggio delle loro banche…”. Un documentario che parla di un passato in cui parole come fame, galera, morte di massa e guerra non fanno parte soltanto della Storia e delle storie, ma anche di un passato che non passa mai, di un presente in cui ancora oggi pesano tutte le sconfitte vincenti di ieri. Di un presente in cui i figli ed i nipoti dei collaborazionisti dell’occupazione nazi-fascista, con la divisa politica di “alba dorata” e non solo, si trovano negli stessi palazzi e nelle stesse ville del centro e dei quartieri del lusso ateniese, nella città’ dove è nata la “democrazia occidentale”. In un presente in cui l’unico mondo possibile è quello della superpotenza per eccellenza, governata da un certo Donald Trump. Per tutte queste ragioni “I Partigiani di Atene” potrebbe sembrare una proposta azzardata ma non lo è…

Le voci e le testimonianze, gli occhi, i sorrisi dei 14 uomini e donne in lotta, dei comunisti e delle comuniste, dei Partigiani e delle Partigiane d’ Atene degli anni ‘40 del ‘900 che compaiono – per la prima ed ultima volta nella loro vita- dinanzi alla macchina da presa, ci fanno capire molte cose e molte verità’ nascoste, perfino per la Grecia di oggi. Comunque molte di più di quelle che ci vengono raccontate dalle pagine politiche e finanziarie di Washington, Berlino, Bruxelles.

II

Un (capo)lavoro compatto, tecnicamente completo, documentato a livello di fonti, sincero nella sua narrazione, accompagnato dalla musica originale dei Drog-A-Tek. 72 minuti durante i quali le 14 storie diventano una Storia. 14 delle tante storie che fanno parte di quella battaglia durante l’epoca dei mostri, di quella guerra che Enzo Traverso ha definito la guerra civile europea. Il compagno Tasos Katsaros, scrittore di due libri d’ inchiesta sulla Resistenza a Salonicco, diceva recentemente, “lottiamo per fare sì che gli uomini e le donne non dimentichino”. Gli amici e compagni Iannis Xydas e Xenofon Vardaros fanno proprio questo. Fanno parlare alcune delle voci, fanno vedere alcuni dei tanti preziosi volti della Resistenza d’Atene, contro il regime d’occupazione nazi-fascista e contro il fronte nero dei collaborazionisti del luogo (1941-44). Ma non si limitano a questo, immagini di oggi e di ieri scorrono in parallelo, mostrano le ferite ancora aperte, gli edifici e i sobborghi di Atene (Kaisariani, Kokkinia, Nea Ionia, Chaidari ecc), parlano per la Città’ e per la sua Memoria. Quella con la maiuscola. La Memoria di una città in lotta. Una Memoria segnata e ferita da molte, tante sconfitte vincenti.

X.V.: […] Siamo ragazzi della città. Atene è il nostro luogo. Siamo ateniesi e come soggettività politiche nutriamo un forte interesse per tutto ciò che è successo allora, per ciò che è successo nel nostro territorio. E’ un dato di fatto che sulla Resistenza ad Atene, fino ad ora, non esisteva nulla di inciso su pellicola. Questo lavoro è parte della nostra di esigenza di espressione politica. Non si tratta di un documentario fatto su commissione. E’ un tema che ci interessava e lo abbiamo trasformato in un documentario.

I.X.: Amiamo Atene. Le strade ci fanno ricordare la storia. Ad esempio, qui, per le strade di Exarchia c’è la lapide di Michalis Kaltezas [assassinato dalla polizia durante scontri dopo il corteo del 17 Novembre 1985] e questo è anche il luogo dove è morto Alexis Grigoropoulos [assassinato dalla polizia il 6 Dicembre 2008]. Gli edifici ci dicono qualcosa, parlano i segni dei proiettili sui muri e le pallottole ancora incastonate al loro interno […]

Uno degli insorti del Maggio ‘68, Mustafa Kajati, scriveva che: “il potere non crea niente, recupera soltanto. Le parole che fino ieri hanno composto la critica rivoluzionaria sono come le armi lasciate dai partigiani nei campi di battaglia e recuperate dalla controrivoluzione, come i prigionieri di guerra che si sottomettono al regime dei lavori forzati. Dal momento in cui questa teoria pratica si allontana, allora iniziano a crearsi le condizioni per il recupero della teoria rivoluzionaria da parte del sistema”. In questo processo doloroso e duraturo, in queste condizioni attuali, Iannis e Xenofon, e mediante loro, i Partigiani e le Partigiane d’ Atene, non fingono, non spacciano un “oggettivismo” accademico che sempre finisce per parlare la lingua del potere costituito, no. Prendono posizione, chiara e netta: si schierano dalla parte dei vinti invincibili, dalla parte degli unici che hanno un reale interesse e bisogno di bloccare questo processo continuo di recupero ed oblio.

III

[…] Perché senza le mense dei Comitati Popolari e della Solidarietà Nazionale durante la carestia del 1941-42, il popolo d’ Atene non soltanto non sarebbe sopravvissuto, ma non avrebbe neanche iniziato l’organizzazione della Resistenza contro la violenza dei conquistatori. Senza la conquista delle strade d’ Atene – fenomeno unico nell’ intera Europa occupata – iniziata alla fine del ‘42, con manifestazioni sanguinose e di massa, che lasciavano sul selciato decine di morti; senza le mobilitazioni contro le deportazioni dei civili destinati ai lavori forzati (in Germania), oppure i cortei contro l’esecuzione dei 106 comunisti a Kournovo perpetrata dalle armate italiane e tedesche; e ancora, contro la minaccia di espansione della zona bulgara d’ occupazione fino alla Macedonia Centrale, non potrebbe essere iniziata la lotta armata del popolo d’ Atene. Perché tramite queste lotte di massa portate avanti dal Fronte di Liberazione Nazionale (EAM), unito alla capacità di mobilitazione del Partito Comunista (KKE), hanno iniziato a muoversi anche le migliaia di giovani dell’Organizzazione Patriottica Unificata dei Giovani (ΕΠΟΝ), gli uomini e le donne in lotta che in seguito hanno costituito un esercito partigiano d’eroi.

In questi processi sociali e politici sono apparsi i primi gruppi dei servizi d’ ordine, che in seguito hanno costituito l’Organizzazione di Protezione dei Combattenti Popolari (ΟΠΛΑ), la milizia della Lotta […]1

Questa è la sequenza cronologica ripercorsa in tutto il racconto del documentario, tramite le testimonianze – piene di fierezza e commozione – dei 14 protagonisti e protagoniste. I racconti biografici e non solo, si intrecciano con gli ambienti specifici di ogni quartiere, che nel loro insieme costituiscono il quadro della quotidianità dell’intera città’ d’ Atene, in uno dei periodi più neri della sua lunga e sanguinosa storia. 14 storie dalla Storia che tramite quel filo rosso, invisibile, sotterraneo, ma mai spezzato arriva fino ai nostri tempi, alla nostra epoca dei mostri.

IV.

I 14 Partigiani e Partigiane d’ Atene sono Balanos Nikos, Dermitzoglou Vaggelis, Zamanos Stelios, Zaxarias Manos, Katimertzis Giorgos, Maragoudakis Kostas, Nikiforakis Zaxos, Nikolaou Elli, Papadimitriou Giorgos, Petropoulou Zoe, Sfakianakis Nikos, Savatianou Eleni, Valimitis Dimitris, Voskopoulou-Kouva Maria. Purtroppo alcune ed alcuni di loro ci hanno lasciato prima di poter vedere le loro storie, la nostra Storia, sul grande schermo…

V.

Questo testo potrebbe concludersi qui. Ma essendo un testo pensato e scritto in italiano, non può non essere dedicato ad Antonio Pellegrino, disertore dell’esercito d’occupazione dell’Italia fascista, entrato a far parte, da latitante, delle fila di EAM e dell’Esercito di Liberazione Nazionale Popolare (ELAS). Pochi mesi prima della Liberazione d’Atene è stato fucilato insieme ad altri 21 antifascisti greci durante il rastrellamento del 15 marzo del 1944 in uno dei quartieri rossi ateniesi (Kalogreza). Questa è stata la stessa sorte delle decine di italiani, tedeschi, austriaci (e non solo), che arrivati in Grecia come militari dell’occupazione hanno deciso di prendere posizione e “non fare il loro mestiere”, di guardare il mostro negli occhi, e di lottare fino a cadere al fianco dei vinti invincibili della Storia. Al fianco di quelle e quelli che contro l’occupazione nazi-fascista, l’oppressione, la fame, la miseria, la prigionia, le torture, le esecuzioni sommarie e la morte degli anni ‘40 ad Atene hanno lottato per la vita cantando per la libera patria e per la libertà del mondo intero, per un mondo all’altezza dei sogni e degli esseri umani.

L77

Atene, estate 2018.

1 Estratto dall’ articolo pubblicato nel secondo numero (Atene, 6/18) del giornale “Efodos ston Ourano” [Assalto al Cielo] e dal manifesto per la proiezione-presentazione dei “Partigiani d’ Atene” al Politecnico (27/6/18), organizzata da “Contrattacco di Classe” (Gruppo di Anarchici e Comunisti) e Compagni e Compagne.