Trattatello di anatomia ergonomico funzionale contemporanea

 

di Franti

Milano – Settembre 2017

Cosa è Franti?

Franti è il ragazzo malvagio uscito dalla penna di De Amicis, quello che ride quando il Re muore, lo studente dell’ultima fila, quello che, dalla distanza dalla cattedra. ha imparato a diffidare dal potere, insomma siamo noi o il nostro compagno di banco.

Un raffazzonato ma arguto gruppo di studenti e lavoratori: “per la ripresa del movimento antagonista nelle scuole e nelle università” (ma, si capisce, anche altrove), dopo aver elaborato il corposo documento analitico sulla scuola1, torna nei panni di Franti e scorrazza negli interstizi dello sterminato conflitto che ci coinvolge inevitabilmente2.

Per mezzo dell’Olivetti 32 di Franti, e penna, china e calamajo di Kaius, esce ora questo “Trattatello di anatomia ergonomico funzionale contemporanea” che si propone come una sorta di manuale di autodifesa (e si spera di attacco) contro l’insostenibile leggerezza dell’oppressione che oggi ci accompagna.

Il gioco è quello di prefigurare una ulteriore medicalizzazione del presente con alcuni ‘utili’ interventi sul corpo (già di per sé piegato), allo scopo di renderlo più docile nel confronto con la cruda realtà che lo aspetta:

  • espianto del cervello e dotazione di Protesi Cellulare Esterna (sarà cura dell’interessato mantenerla in efficienza, provvedere agli upgrade e pagarne i costi);
  • occlusione definitiva delle narici (affinché nessuno sia più lasciato solo a decidere se turarsi o no il naso di fronte alla puzza di caserma franchista, con i dilemmi personali e le incertezze che ne conseguono);
  • protesi di potenziamento linguale (per ottimizzare la resa del lecchinaggio all’Autorità);
  • trasfusione di piombo nelle cavità ossee dei piedi (per assicurare una costante aderenza a terra e scongiurare pindarici voli di fantasia o azzardosi svolazzi di critica);
  • razionalizzazione dell’apparato digerente in un unico condotto (per far digerire velocemente e senza sgradevoli ristagni “la qualsiasi”) e asportazione del fegato (organo del coraggio, oggi manifestamente inutile e dannoso),

e via discorrendo.

A corredo di tutto ciò Franti propone una serie di Lemmi, non necessariamente legati alle immagini, che intendono con semplicità ridare il giusto posto ad alcune parole:

  • Lavoro salariato (o dipendente o subordinato)
  • Lavoro volontario (o gratuito o corvée)
  • Lavoro di cura (o di servizio)
  • Assemblea
  • Sciopero
  • Repressione
  • Emergenza (stato d’-)

e via discorrendo anche qua.

La conclusione è semplice, andiamo avanti e non facciamoci prendere per il culo.

In nome dei sempiterni Valori illuminanti et irrinunciabili, sì pilastri della Legge 107 sulla BònaScola, ma anche della sacrosanta volontà bipartisan, consolidatasi nelle ultime legislature, di svecchiare le ormai esangui regole della democrazia formale a favore di un risoluto approdo, che per gli italici costumi suona ritorno, alla dittatura –oggi rinominata governance –, di Meritocrazia, Selezione, Aziendalismo, Sicurezza, Controllo, Gerarchia, Precariato, Servaggio della gleba e Consumo, qui si mostrerà del miglior uso dei corpi dei sudditi a maggior gloria del sistema-Paese.

Per disvelare, e con ciò esemplificare al Lettore (anche grazie all’ausilio di puntuali tavole anatomiche disegnate a mano da Kaius), le semplici ma assai efficaci risposte che i preclari progressi nella medicalizzazione tecno-logica e nell’impianto di dispositivi di biopotere offrono alle attuali esigenze del mercato globale, ci siamo avvalsi di una delle istituzioni totali che più ha fatto agio alle classi dominanti: LA SCUOLA.

Ai nostri pochi ma scaltri lettori offriamo questo breve papello. Si tratta di un moderno trattato di anatomia comparata, ove la comparazione è tra le funzionalità degli organi anatomici e la loro funzione sociale.

Un mondo teso alla modellizzazione d’ogni sua parte in nome d’una traslucida perfezione non poteva mancare di agire anche sui corpi.

Dopo l’esaltazione della loro mercificazione, le teorie del bello, l’edonismo da sfilata, il martellante succedersi delle mode, la vetrinizzazione del Sé, ecco per la prima volta mostrata, con crudo realismo, la sfera del dominio e della costrizione.

Non temano, i lettori, la durezza di taluni dei dispositivi qui presentati.

Col tempo, ci si abitua a tutto.

[dall’introduzione e dalla quarta di copertina]

chiusa finale:

Che cos’è Franti? Franti non è qualcosa di diverso dallo sciopero infinito, frammento piccolo, piccolissimo di questo movimento di scissione. Spettro tra gli spettri che attendono l’ora del loro incontrarsi, annusarsi, toccarsi, contaminarsi, riconoscersi, amarsi.

[dal volantino Sciopero Infinito che è qua: https://franti.noblogs.org/post/2017/10/26/verso-lo-sciopero-infinito/]

per contatti: Web: https://franti.noblogs.org – Email: franti@inventati.org – Twitter e Instagram: @ilFranti

1Che si trova qua: https://franti.noblogs.org/appunti-per-una-riflessione-collettiva/

2“Allora come saprà leggere, il bambino Ernesto,

e scrivere, contare, in questo modo? Eh?”

“Imparerò”.

“E come?”

“I-ne-vi-ta-bil-men-te”

Margurite Duras, «Ah Ernesto», per esempio qui:

https://vimeo.com/221581255